Seul ce soir. Una canzone, della Parigi occupata, ritrovata nel carcere di Gaeta. - nicolaancora.it

Seul ce soir. Una canzone, della Parigi occupata, ritrovata nel carcere di Gaeta.

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Tempo di lettura 2 minuti

Di Nicola Ancora

Trovare una canzone francese in celle borboniche, nel sud Italia e in un carcere militare; com’è possibile ?

Le pareti, spesso, sorprendono. Il lavoro di storico è entusiasmante; un indizio può portare a mille interpretazione, ma a una sola verità. Davanti all’oggettività non ci sono interpretazione; già Bloch ammoniva che lo storico deve essere imparziale come un giudice.

Il testo ritrovato sotto diversi strati di intonaco.

Veniamo al fatto concreto. Nel lungo lavoro di ricerca che mi ha tenuto “rinchiuso” in gattabuie, letteralmente, tra polvere di intonaco e del tempo; tra umidità e fantasmi, ho portato alla luce diverse scritte, lasciate dai prigionieri, che erano state cancellate, ricoprendole con nuovi strati di vernice. Sorgerà, al lettore, una domanda; perché ?

Semplicemente per occultare. Ci troviamo nel carcere militare di Gaeta, uno dei reclusori più temuti dell’Italia del XX secolo; la popolazione carceraria era data in maggioranza da obiettori e insubordinati che rispondevano alla dura legge militare.

I loro trattamenti non erano dei migliori.

Il reclusorio vanta una storia millenaria, che inizia dagli Angioini e passa per i Borbone. Nel XIX secolo è stato sede del bagno penale; ove il detenuto, oltre ad espiare la propria pena, era costretto a svolgere dure mansioni. Codici penali diversi equivalgono a strutture penitenziarie diverse; almeno così dovrebbe essere. A Gaeta, diversi ambienti costruiti nel 1800 vennero riutilizzati anche in seguito (come ne parlo nella mia pubblicazione; Il bagno penale di Gaeta. Origine, uso e riuso, Aliribelli ed., 2021).

Molte di queste scritte erano imprecazioni che i detenuti rivolgevano ad altri confratelli di pena, che prima o poi sarebbero passati per la stessa cella, o semplicemente come memento della loro dannazione.

Sorprendente il ritrovare una canzone francese scritta in grafite su una delle pareti. Parla della solitudine e uscì negli anni della guerra; ambientata in una Parigi, in una Francia in mano ai nazisti. Il testo riflette bene quale avrebbe dovuto essere lo stato d’animo del detenuto a Gaeta. L’autore era Léo Marjane.

La città marinara soffrì l’occupazione nazista per diversi mesi tra la fine del 1943 e il 1944.

Tra la tanta barbarie che portarono a loro seguito; rinchiusero nel vecchio castello Angioino, anche prigionieri francesi a loro seguito ?

Qui il testo della canzone:

“Je suis seul ce soir avec mes rêves,
Je suis seul ce soir sans ton amour.
Le jour tombe, ma joie s’achève,
Tout se brise dans mon coeur lourd.
Je suis seul ce soir avec ma peine,
J’ai perdu l’espoir de ton retour,
Et pourtant je t’aime encor et pour toujours
Ne me laisse pas seul sans ton amour .
Je viens de fermer ma fenêtre,
Le brouillard qui tombe est glacé ;
Jusque dans ma chambre il pénètre,
Notre chambre où meurt le passé.
Refrain
Dans la cheminée, le vent pleure,
les roses s’effeuillent sans bruit,
L’horloge, en marquant les quarts d’heure,
D’un son grêle berce l’ennui
Refrain
Tout demeure ainsi que tu l’aimes,
Dans ce coin par toi dédaigné,
Mais si ton parfum flotte même,
Ton dernier bouquet s’est fané.”

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