La scuola come educatrice della nazione. Lezioni dal ’15-’18 - nicolaancora.it

La scuola come educatrice della nazione. Lezioni dal ’15-’18

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Si è sentito parlare spesso di Fronte Interno nella Grande Guerra. Chi non imbracciava armi, shrapnel, era occupato a combattere un’altra guerra all’interno del Paese; fatta di lavoro nelle fabbriche, con maggioranza donne, e di persuasione delle masse.

Nel giugno 1915 venne istituito un Ente morale fatto di insegnanti, di maestri, di docenti tutti con a capo il ministro dell’Istruzione, che allora era Vittorio Scialoja. Si chiedeva alla scuola il ruolo di educatrice della Nazione; finalità avrebbero dovuto essere opere generali di persuasione, di conforto e di consiglio alle classi più umili e con problemi economici; evitare la diffusione di notizie false; volgarizzare opere storiche e motivare le ragioni per le quali l’Italia scese in guerra e altro che andremo analizzando in questo articolo.

Il primo compito si chiedeva non a tutti gli insegnanti, ma a una categoria in particolare; quella del maestro elementare. Come da circolare e da Regolamento, questa figura era, da sempre, la più vicina alle famiglie, la più vicina agli scolari. La scuola elementare d’allora non è paragonabile a quella odierna; il maestro elementare entrava letteralmente nelle abitazioni private e il rapporto scuola-famiglia era diverso.

Entrare nel nido familiare degli studenti significava capire le loro evidenti problematiche e farsene carico, questo era il fine che il ministro chiedeva ai maestri. I bisogni venivano annotati e inviati al Comitato provinciale o regionale più vicino. Per le città di Roma e Milano; questi erano ubicati, rispettivamente, in via Properzio 6 e nella sede dell’Università Commerciale Bocconi della città lombarda. Si tenga conto che in molte famiglie venne meno la figura paterna.

Si chiedeva anche di monitorare le condizioni fisiche degli studenti, notare se questi avessero dei colpi di tosse, difficoltà respiratorie o dimagrimento improvviso. Istruire, compito suggerito agli insegnanti di cucina, a come conservare le materie prime alimentari; il grano e la farina di mai se mal conservate avrebbero potuto portare alla pellagra; come cucinare piatti nutrienti anche con poche materie.

Educare all’igiene personale e a far arieggiare i locali domestici.

Un passo tratto dai documenti consultati, sul sito 14-18.it, sintetizza quello che realmente il Ministero dell’Istruzione avesse voluto dalle scuole: “Insomma il Maestro [con lettera maiuscola] sia l’avvocato dei poveri in ogni evenienza”.

Le scuole diventavano laboratori di empatia; si invitavano le persone, con gravi carenze culturali e semianalfabeti, a farsi aiutare nello scrivere lettere o sbrigare pratiche per le pensioni di guerra; un vero e proprio lavoro in quegli anni per avvocati e ragionieri. Erano indicate anche le cadenze settimanali, due volte.

Ammaestrare le masse sulle ragioni storiche che hanno fatto sì che il Bel Paese fosse sceso in guerra, affianco all’Intesa. Nelle circolari emanate dal Ministero dell’Istruzione, si specificava che queste “conferenze” avrebbero dovuto essere rivolte a gruppi scaglionati di cittadini e non tutti insieme; vuoi per la confusione che avrebbe portato ad una incomprensione con possibilità di divulgazioni di false notizie o per non dar voce a contraddizioni che, in un gruppo nutrito, avrebbero portato a rivolte.

Agevolare le consegne a domicilio. Gli insegnanti che erano incaricati (si poteva scegliere liberamente la propria mansione) di consegnare pacchi cibo alle famiglie avrebbero dovuto agevolare la consegna nelle abitazioni private e non in pubblica piazza. Era suggerito sia per non creare accattonaggio e sia per non mostrare una processione di povertà che, nolente o volente, avrebbe sicuramente fatto percepire alla popolazione tutta lo status reale dell’Italia di quegli anni, contro l’affabulazione della retorica

 

Sitografia

http://www.14-18.it/ricerca?searchFld=unione+generale+degli+insegnanti&searchType=simple&paginate_pageNum=1

One thought on “La scuola come educatrice della nazione. Lezioni dal ’15-’18”

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